PNRR e costruzioni: a che punto siamo davvero nel 2025
Spesa al 33% delle risorse, cantieri più avanti al Nord che al Sud e corsa contro il tempo verso le scadenze: il punto sullo stato di attuazione del PNRR nell'edilizia italiana.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è la più grande iniezione di risorse pubbliche nell'economia italiana degli ultimi decenni, e l'edilizia ne è la protagonista principale. Ma a che punto siamo davvero? I numeri aggiornati a inizio 2025 raccontano un Piano che ha cambiato passo rispetto agli anni precedenti, ma che deve ancora affrontare la parte più difficile: trasformare la spesa in opere finite.
Per le imprese di costruzioni il PNRR non è un tema astratto: è la principale fonte di lavoro nel comparto delle opere pubbliche, in una fase in cui il mercato residenziale privato rallenta dopo la fine della stagione del Superbonus. Capire lo stato di attuazione aiuta a leggere il mercato e a orientare le scelte aziendali.
I numeri della spesa
Al 31 dicembre 2024 risultavano spesi circa 64 miliardi di euro, pari a un terzo delle risorse disponibili, saliti a circa 65,7 miliardi al 28 febbraio 2025. È un ritmo in accelerazione rispetto ai primi anni del Piano, ma il grosso della spesa resta concentrato negli ultimi anni di attuazione, con tutto ciò che questo comporta in termini di pressione su imprese, materiali e manodopera.
La spesa, va ricordato, non coincide con le opere completate: molti cantieri sono in corso e la vera prova sarà la loro conclusione nei tempi previsti dal Piano.
Il divario tra Nord e Sud
Il dato più delicato riguarda il divario territoriale. Guardando ai cantieri di grandi dimensioni, quelli sopra i 20 milioni di euro, la quota di lavori attivi o conclusi si ferma al 40% nel Mezzogiorno contro il 52% del Nord. È un paradosso solo apparente: proprio i territori a cui il PNRR destina più risorse in proporzione faticano di più a metterle a terra.
Le cause sono note e strutturali: amministrazioni locali con organici ridotti, minore capacità di progettazione, procedure più lente. Il rischio è che il Piano, nato anche per ridurre i divari, finisca per fotografarli.
L'effetto traino sulle costruzioni
Per il settore delle costruzioni, il PNRR sta svolgendo un ruolo di ammortizzatore fondamentale. Con il residenziale in calo dopo la fine degli incentivi straordinari, sono le opere pubbliche a tenere in piedi i volumi: scuole, ospedali, ferrovie, infrastrutture idriche e riqualificazione urbana.
Gli effetti si vedono su più fronti:
- Portafogli ordini delle imprese medio-grandi sostenuti dalle commesse pubbliche.
- Domanda elevata di manodopera qualificata e di figure tecniche.
- Pressione sui prezzi di alcuni materiali nelle fasi di picco dei cantieri.
- Opportunità anche per le PMI attraverso subappalti e forniture.
Le scadenze che contano
Il calendario del PNRR è stringente: le opere devono rispettare obiettivi e scadenze concordati a livello europeo, e i prossimi mesi sono decisivi per portare a termine i progetti avviati. Per le amministrazioni significa accelerare su esecuzione e collaudi; per le imprese, pianificare risorse e forniture in un mercato che nei momenti di picco può andare in tensione.
Non tutte le opere viaggiano alla stessa velocità: accanto a settori più avanzati ce ne sono altri in ritardo, e non è escluso che una parte dei progetti debba essere rimodulata. È un tema che accompagnerà il dibattito fino alla conclusione del Piano.
Cosa significa per le imprese
Per le imprese edili il messaggio è duplice. Da un lato, il PNRR continuerà a generare lavoro nei prossimi anni, soprattutto per chi è strutturato per lavorare con la Pubblica Amministrazione o per inserirsi nelle filiere dei grandi appalti. Dall'altro, la fine del Piano imporrà un riposizionamento: il mercato dovrà trovare nuovi motori, dalla riqualificazione energetica alla rigenerazione urbana.
Prepararsi per tempo, investendo in qualificazione, competenze e organizzazione, è il modo migliore per cavalcare questa fase e non subire il contraccolpo quando l'onda del PNRR si esaurirà.
Fonti ufficiali
Per dati e aggiornamenti sull'attuazione del Piano:
Domande frequenti
Quanto è stato speso del PNRR a inizio 2025?
Circa 65,7 miliardi di euro al 28 febbraio 2025, pari a circa un terzo delle risorse disponibili del Piano.
Dove sono più avanti i cantieri del PNRR?
Al Nord, dove i grandi cantieri attivi o conclusi raggiungono il 52%, contro il 40% del Mezzogiorno.
Cosa succede alle costruzioni dopo il PNRR?
Il settore dovrà trovare nuovi motori di domanda, a partire da riqualificazione energetica e rigenerazione urbana: prepararsi per tempo è la strategia migliore.
Caporedattore
Giornalista specializzato in normativa edilizia e appalti pubblici, segue il settore da oltre quindici anni.
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